GLI AMICI, I PARENTI PROSSIMI I - II
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Guàrdali, leggeri, più leggeri del cielo: nell’etere
volatile del riso quasi si scompare, si riappare, ci si trova
più prossimi (forse) a questo sangue che è sangue
dei vivi… e noi che li ascoltiamo con occhi sbarrati,
esterrefatti, vorremmo un poco assomigliargli, avere
voce per dire che basta così, cominciare a salutare
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Ma cosa mai… diranno, voltàti, obliqui e di traverso,
una volta che i nomi, mi spiego, sono fatti… cosa cioè
da queste nostre ciance inconsistenti, senza peso,
caveranno puntuali… quali intrighi, miseri
congiungimenti, dal cilindro magico di scena
se saremo lontani e appena due puntini




