venerdì, 29 giugno 2007
IGOR


*
Ogni risveglio è un nuovo nascimento
per lui quieta bestia domestica
dal mite temperamento collerico.


*
Si muove nel muco cercando i calzini.
La polvere è tutt’uno col derma.
Solitamente annusa le urine. E’ in forma.


*
Adora i colori, la forma delle cose, le superfici lisce.
S’impunta sui profili dunque, sui contorni.
Sostanza e contenuto gli sono concetti ostili.


*
Immensamente adora giocare. S’ingegna
con rudimentali strumenti quali palle, gru
cubetti di legno. Non comprende la fisica.


*
E’ estremamente partecipe, s’imbuca
s’intrufola ovunque preveda una zuffa. Tre volte
fu nominato rappresentante di classe.


*
L’unione fa la forza, antica questione. La sua camera
e’ popolata d’entità fittizie, immaginarie.
Moltiplicato allo specchio si sente al sicuro.


*
Possedendo il fischietto vorrebbe
dirigere il traffico. Il vaniloquio lo eccita.
Esibisce le tinte fiammeggianti del piumaggio.


*
E’ uscito di scatto sbattendo, ha detto
“amo tutti, non amo nessuno”. Non sempre
l’eventualità della fine lo punge.


*
Mira la vertiginosa assenza dello spirito.
Assorto azzera le funzioni vitali, regredisce
alla cellula. Lentamente s’imbozzola.





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giovedì, 21 giugno 2007

GIRAFFA



Me ne accorgo
la curo come si cura una pianta
ma con meno attenzione, con meno
premura. E invece lei
sgamberebbe da sola
ha un passo già lungo, brillante
nei miei pensieri
somiglia a una giraffa elegante
un enorme esemplare
di cane pastore


postato da: Costase alle ore 11:34 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 14 giugno 2007
NUOVE REGIONI DEL SONNO




*

Superata ogni prova altre ne restano,
più complicate figure del corpo.
Ne davano annuncio le bandierine spiegate
sul lungofiume che porta alla fucina.
Un cielo basso d’autunno.
E quei boschi di mani irritate, grandissime,
che ondeggiano punte
da api.



*

Tutto nel sonno s’impasta.
E’ una sabbia umidiccia il cervello, una pietra
scavata la bocca
nel gorgo formatosi. Dal basso
provengono onde, rutti
di materie metalliche. Ecco dirai
proprio ciò che pensavo
uno sfasciacarrozze.



*

L’armonia dell’orecchio, le sue
deliziosissime curve,
formidabile espansione cutanea
sempre tesa nel buio
oppure schiacciata (fra testa
e cuscino) in un bagno di piume. Confesso
di avere trovato più volte riparo
nei suoi condotti areati, di avervi
soggiornato discreto
nelle notti scoscese.



*

Da qualche parte
sgorga una musica fonda, un battere assiduo.
Nella regione nascosta qualcosa si muove
niente riposa. E’ una macchia
o un’industria, un’enorme città.
Io la penso come un oscuro equilibrio
un cosmo sospeso
di fantastiche polveri.








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